La pesca delle capesante con le luci da “discoteca”: il nuovo metodo a basso impatto ambientale

Una scoperta scientifica dimostra che le capesante amano le luci da “discoteca”. La nuova tecnica di pesca statica è già stata sperimentata ed è pronta per il commercio

27 May 2022 | di Valerio Caccavale

Una scoperta del tutto accidentale, avvenuta nel Regno Unito, potrebbe rivoluzionare il mondo della pesca. Oltre ai tradizionali metodi di dragaggio o pesca a strascico, esistono infatti altre tecniche sempre più moderne che mirano a proteggere il fondale marino. Lo sa bene il Dr. Rob Enever e il suo team Fishtek Marine, società di attrezzature sulla pesca con sede nel Devon, che ha scoperto una nuova tecnica per catturare le capesante.

Si tratta di una pesca statica, tramite l’utilizzo di piccoli “pot lights” sottomarini. Una sorta di contenitori posizionati sul fondale e dotati di mini riflettori a LED. In questo modo non sarà più necessario utilizzare esche inquinanti o draghe che danneggiano l’ambiente. Una volta posizionato il contenitore, basterà accendere le luci da “discoteca” e il gioco è fatto.

In realtà, quando gli scienziati avevano testato per la prima volta questa particolare soluzione, le luci avrebbero dovuto attirare altre specie come granchi e aragoste. Ma i primi test hanno dato un esito diverso. Il team di Fishtek ha notato infatti che le capesante erano maggiormente attratte dalle luci a LED.

I primi test nel Regno Unito

Nel 2019 un pescatore di granchi della Cornovaglia ha effettuato una prova di un mese utilizzando un singolo pot light bianco all’interno di un vaso standard. Gli è stato chiesto di documentare i risultati della sua spedizione. Il pescatore non aveva segnalato particolari differenze sulla pesca dei crostacei, ma nei vasi illuminati aveva visto un gran numero di capesante.

Il test avvenuto al largo della costa della Cornovaglia aveva confermato l’ipotesi dei biologi marini, che hanno poi chiesto e ottenuto un finanziamento al Seafood Innovation Fund per svolgere ulteriori test ed espandere questa tecnica su scala globale. Le analisi e lo studio del comportamento delle capesante sono state pubblicate poche settimane fa in un articolo del Journal of Fisheries Research.

Perché le capesante amano le luci a LED?

Numerosi studi hanno rilevato che l’introduzione di sorgenti luminose aumenta i tassi di cattura per molte specie acquatiche. Le prime ricerche riguardavano la cattura del granchio delle nevi. In Svezia, invece, gli studi si concentravano sui tassi di cattura del merluzzo tramite un particolare tipo di luce verde, sempre a LED. Ad essere ancora più sorprendente però è stato lo studio delle capesante. Questi preziosi molluschi, spesso difficili da scovare, nascondono infatti una particolare caratteristica.

Il dottor Bryce Stewart, biologo della pesca presso l’Università di York, spiega, nell’articolo pubblicato dal Journal of Fisheries Research, che le capesante possiedono fino a 200 occhi a specchio lungo il margine del loro mantello. Hanno una lunghezza focale corta rispetto alle dimensioni della pupilla, con conseguente elevato potere di raccolta della luce.

La luce è nota per avere effetti sia inibitori che eccitatori che inducono le capesante a orientarsi. E’ possibile infatti che questi animali si muovano verso le zone più illuminate perché forniscono un senso di sicurezza dai predatori. E’ per questo motivo che i subacquei spesso accendono le loro torce sul terreno per trovare le capesante che rispondono chiudendo rapidamente il loro guscio.

Come premesso, la tecnica della pesca statica ad illuminazione è sicuramente più vantaggiosa rispetto ad altre tecniche ed è in continua evoluzione. Il team di Fishtek è infatti già a lavoro in altre quattro località del Regno Unito per testare diversi progetti di trappole. L’obiettivo, come ha dichiarato il Dr. Enever, è creare un progetto di pesca efficiente e soprattutto sostenibile.

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