Ocean Film Festival Italia: 10 film raccontano la meraviglia dell’oceano

Ha preso il via la settima edizione dell’Ocean Film Festival Italia, che fino al 30 novembre porterà in giro per l'Italia dieci film di corta e media durata con protagonista l'oceano

21 November 2023 | di Maria Cristina Sabatini

La potenza e la bellezza dell’oceano, ma anche le sue fragilità, la meraviglia della vita che lo abita e le avventure che lo vedono protagonista. Ha preso il via da pochi giorni la settima edizione dell’Ocean Film Festival Italia, che fino al 30 novembre porterà in molte città italiane una selezione di dieci film di corta e media durata, caratterizzati da differenti stili, linguaggi narrativi e contenuti ma tutti accomunati dalla passione per il “profondo blu”.

La rassegna 2023 si è aperta a Milano lo scorso 13 novembre, per poi scendere lungo lo stivale. Il 22 novembre toccherà Udine, il 23 Monza, Padova e Roma, per poi raggiungere il 27 novembre Bologna, il 28 Pisa e Bari, il 29 Firenze e concludersi il 30 novembre a Pavia. I biglietti sono acquistabili solo on line e, sempre online, è possibile sfogliare il catalogo dei 10 film in programmazione.

Daily Nautica ha intervistato Alessandra Raggio, co founder e Ceo di Itaca The Outdoor Community, società che cura, gestisce e promuove l’Ocean Film Festival Italia, per scoprire qualcosa di più su questa interessante rassegna.

Come nasce l’idea di Ocean Film Festival Italia?

L’Ocean Film Festival Italia è una costola dell’Ocean Film Festival Australia nato dieci anni fa, vicino a Sidney. Da allora propone ogni anno un nuovo programma di film, soprattutto corti e mediometraggi, dedicati al mondo degli oceani, del mare e alla vita sopra e sotto le acque. Si tratta di un festival non competitivo, che viene presentato in un circuito nazionale di numerose tappe, che si svolgono all’interno di uno stesso Paese e in cui vengono presentate una selezione di film (sempre la medesima per ogni tappa ). Ogni serata viene introdotta da una persona dell’organizzazione e talvolta sono presenti degli ospiti, come biologi marini, subacquei, fotografi o personalità dello sport, per un saluto iniziale.

Da quanto tempo è approdata in Italia questa manifestazione?

Siamo giunti quest’anno alla settima edizione. Siamo partiti nel 2017 e siamo sempre stati in sala, tranne che nel 2020, quando abbiamo presentato il festival in streaming. Poi siamo riusciti a “traghettarlo” nuovamente nel mondo post pandemico e oggi sono 16 le date che stiamo portando in giro per l’Italia. 

Come vengono scelti i film in programmazione?

I film sono frutto di una selezione che viene fatta inizialmente in Canada. Lì c’è un comitato che si occupa della selezione di tutte le proposte. L’Australia, intorno al mese di marzo, dà il via ogni anno ad una nuova edizione del festival, dopodiché propone il programma selezionato di film ai suoi partner internazionali, che hanno un margine di flessibilità nella scelta. Vi possono infatti essere  dei titoli meno adatti al nostro Paese o delle discipline e dei contenuti che si prestano più ad essere goduti in un Paese come l’Australia. Quindi viene effettuato un lavoro di “affinamento”. Infine viene definito il programma, in genere ci si attesta su 7-8 titoli, 10 al massimo, come quest’anno. Itaca, che è la società che organizza, cura e promuove questa rassegna per l’Italia, si occupa di tradurre i film, sottotitolarli, di organizzare la logistica del tour e via dicendo, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico e creare una community.

L’obiettivo della rassegna è la sensibilizzazione?

La sensibilizzazione è certamente un tema che è emerso sempre di più nel corso di questi anni di attività, ma è vero anche che ogni tappa rimane una serata godibile, nel senso che non bisogna pensare a dei documentari tradizionali come impostazione narrativa, ma dei film corti e medi, in cui si cerca di raccontare una storia con un suo inizio, un’evoluzione e una fine.

Ci sono in programmazione anche film realizzati da autori italiani?

No, quest’anno non ci sono. La scorsa edizione, invece, l’Italia ha presentato in anteprima mondiale un film prodotto nel nostro Paese: si intitola “Broken breath” ed è la storia dell’apneista e medico Mike Maric. L’abbiamo incontrato nel 2020 e 2021 alle serate Ocean e da lì è nata la curiosità di capire come avrebbe potuto raccontare una sua storia legata ad un momento molto critico della sua vita, attraverso un film che sarebbe potuto rientrare nella selezione di Ocean Film Festival. Questo progetto ha visto Itaca impegnata come consulente. Ne è nato un film di 25 minuti, presentato in anteprima a Milano ad ottobre 2022. Per noi è stato un grandissimo onore.

Al termine di ogni rassegna realizzate un sondaggio per capire quali siano stati i film più amati. Che cosa è emerso?

È emerso come il pubblico italiano sia attratto dalle storie, dai temi legati al rispetto della natura, dall’amore per l’ecosistema, tutti elementi trasmessi attraverso il racconto e la narrazione di una storia, di un’avventura.

È possibile vedere i film trasmessi nelle passate edizione del festival?

Ogni anno, dopo qualche mese dal termine della rassegna, i film vengono riproposti on line su Itaca on demand, una piattaforma specializzata, dedicata ai film di avventura.

 

 

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