Navi a zero emissioni lungo la rotta dei “corridoi verdi”

Corridoi verdi: l'idea lanciata da Getting to Zero Coalition per la svolta green

23 Gennaio 2022 | di Valerio Caccavale

C’è una nuova rotta da seguire ed è quella delle emissioni zero. E’ una strada lunga e difficile, ma è anche l’unica percorribile per il futuro del pianeta. Da qui è nata l’idea dei “corridoi verdi” proposti dalla Getting to Zero Coalition con il supporto della società McKinsey e in collaborazione con il World Economic Forum. Si tratta di un progetto che renderebbe le principali rotte marittime completamente green, vale a dire trasporti navali a zero emissioni di gas serra.

Per il settore marittimo sarà forse la sfida più difficile da affrontare. Del resto, i livelli di emissioni di gas serra dell’industria navale sono ancora molto alti. Secondo il rapporto “The next wave: green corridors”, l’80% delle merci globali viaggia via mare e solo in Europa ogni anno il trasporto marittimo immette in atmosfera 140 milioni di tonnellate di CO2. Nei prossimi tre anni questi numeri rischiano di aumentare a dismisura.

Il piano per la decarbonizzazione

Bisogna invertire al più presto la rotta, questo è chiaro, ma in che modo? Dal gennaio del 2020, la International Maritime Organization (IMO) ha stabilito il limite di zolfo che le navi possono emettere, ma ancora non basta. Ciò che serve è l’impiego di navi a zero emissioni, anche se l’utilizzo dei carburanti sostenibili comporta un forte aumento di prezzi per tutto il settore marittimo e non solo.

Bisogna tener presente, però, che la domanda di decarbonizzazione, come dimostra lo studio della Getting to Zero Coalition, è in crescente aumento. Inoltre, i “corridoi verdi” riguardano le rotte principali del trasporto navale. In questo modo tutto il settore potrebbe decidere di orientarsi verso la soluzione green.

“Corridoi verdi”: quali sono le rotte principali?

I corridoi verdi, secondo il recente studio, saranno principalmente due. La prima rotta è quella dall’Australia al Giappone, un corridoio che interessa soprattutto le navi che trasportano minerali ferrosi.

E le spedizioni di ferro tra le miniere australiane e i produttori di acciaio giapponesi potrebbero favorire proprio lo sviluppo di un corridoio verde. Il motivo? Questi Paesi hanno una significativa capacità di produrre idrogeno verde, uno dei principali carburanti sostenibili insieme all’ammoniaca verde e al metanolo.

La secondo rotta è quella che ad oggi genera più emissioni di gas serra. Si tratta della rotta delle navi portacontainer tra Asia ed Europa. Le caratteristiche di queste navi consentirebbero di non aumentare di tanto il prezzo dovuto alla decarbonizzazione. Si stima infatti un aumento dei costi per nave dal 50 al 65%. Tuttavia il pacchetto di misure per la sostenibilità promosso dall’Unione Europea  (Fit for 55) potrebbe alleggerire il peso fiscale fino al 25% entro il 2030.

Numerose aziende navali, tra cui Maersk e NYK line, sono già pronte a collaborare e sostenere la decarbonizzazione. Un progetto ambizioso, ma che sembra destinato a realizzarsi. La transizione ecologica parte da qui.

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