Energia nucleare per alimentare le navi: la scommessa di Ulstein per un futuro a zero emissioni

Il nuovo progetto del cantiere norvegese Ulstein si chiama “Thor” ed è una nave alimentata ad energia nucleare. Il futuro dell’ecocruising parte da qui?

6 June 2022 | di Valerio Caccavale

Il cantiere norvegese Ulstein ha presentato “Thor“, un progetto che potrebbe rivoluzionare il mondo delle crociere e più in generale della nautica. Si tratta, infatti, di una nave da crociera di 149 metri che sarà alimentata ad energia nucleare.

Il Ceo di Ulstein, Cathrine Kristiseter Marti, non ha dubbi sulle potenzialità dell’iniziativa. “Abbiamo gli obiettivi, l’ambizione e l’imperativo ambientale – ha spiegato – per passare a operazioni a emissioni zero, ma, fino ad ora, non abbiamo avuto la soluzione. Thor potrebbe essere la risposta che stavamo cercando”.

Quali sono i vantaggi dell’energia nucleare?

La ricerca di energie alternative non è una moda ma una vera e propria necessità, in particolare per il settore crocieristico. Le navi da crociera che navigano in luoghi esotici ed incontaminati, infatti, devono fare spesso i conti con le esigenze ambientali e soprattutto devono rispettare normative governative sempre più severe. Da qui l’idea dello studio norvegese Ulstein di puntare sull’energia nucleare.

Thor funziona essenzialmente come una centrale elettrica galleggiante, non ha perciò bisogno di fare rifornimento. In quanto tale, la nave crea da sola la propria elettricità e può soddisfare il fabbisogno energetico di altre 4 imbarcazioni. Per dimostrarne la fattibilità, Ulstein ha sviluppato il progetto di un’altra nave ad emissioni zero, che verrà alimentata da Thor, denominata “Sif“.

Il nome di questa seconda imbarcazione, non a caso, deriva dalla dea dai capelli d’oro e moglie del dio del tuono. Sif è una nave da spedizioni Ice Class di 100 metri, con una capacità di 80 passeggeri, in grado di esplorare aree fragili dal punto di vista ambientale con un impatto minimo.

Reattore a sale fuso al torio  

Il progetto di Ulstein prevede la realizzazione di un reattore a sale fuso, un tipo di reattore nucleare testato per la prima volta nel 1960 e così chiamato perché utilizza una miscela di sali liquidi nel suo nucleo per sciogliere il torio. Quest’ultimo è un metallo abbondante ed ha una radioattività più bassa rispetto all’uranio. La seguente reazione a catena riscalda il sale, producendo vapore che aziona una turbina e crea elettricità.

Secondo Jan Emblemsvåg, professore presso l’Università norvegese della scienza e della tecnologia, il reattore a sale fuso è una soluzione potenzialmente più sicura ed efficace rispetto ai reattori nucleari tradizionali. Dal punto di vista operativo, il reattore funziona ad una temperatura molto più bassa ed una fusione è impossibile. Se il nucleo si surriscalda, la miscela di sale cade infatti automaticamente in un recipiente di contenimento, dove si solidifica.

Sebbene gli sviluppi a terra siano ben documentati, il meccanismo per fornire energia nucleare pulita deve ancora essere incorporato nella progettazione di una nave. Dovremo perciò aspettare ancora qualche anno per vedere una generazione di navi da crociera completamente autosufficienti dal punto di vista energetico.

 

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