Scoperto il relitto di una nave baleniera di 200 anni fa nel Golfo del Messico

Svelata la storia della nave baleniera del Massachusetts e del suo equipaggio multietnico

Al largo della foce del fiume Mississippi, nelle profondità delle acque del Golfo del Messico, si nasconde una storia che merita di essere riportata a galla. Sotto cumuli di sabbia, ricoperta da alghe e molluschi, giace quel che resta di un’antica nave baleniera.

Si chiamava Industry ed era un brigantino a due alberi lungo 64 piedi, costruito nel 1815 a Westport in Massachusetts. La storia di questa nave era rimasta sepolta tra le pagine degli archivi del New Bedford Whaling Museum fino a pochi giorni fa, quando un team di ricercatori marittimi, guidato dal vicepresidente di Search Inc. James Delgado, ha scoperto qualcosa.

Già nel 2011 una società energetica aveva individuato nelle acque del Golfo del Messico lo scheletro di una possibile nave baleniera e il 25 febbraio la nave NOAA Okeanos Explorer ha pilotato un veicolo telecomandato (ROV) per esplorare i fondali marini di quell’area, confermando questa ipotesi. I manufatti trovati a 6000 piedi sotto la superficie dell’acqua corrispondono in gran parte a quanto già sappiamo dai documenti storici, ma restano dei particolari nuovi.

La storia dell’Industry e delle navi baleniere ai tempi di Moby Dick

Prima di affondare a causa di una violenta tempesta nel 1836, la nave baleniera Industry andò a caccia di balene per 20 anni navigando tra le acque dell’Oceano Atlantico, dei Caraibi e del Golfo del Messico. Qui si trovava una ricca fauna di capodogli, che erano particolarmente preziosi per la qualità e soprattutto la quantità del loro grasso. Come dimostrano le stufe in ghisa rinvenute sul fondale marino, il grasso di balena veniva scaldato attraverso due bollitori dai quali veniva prodotto l’olio.

Nel corso dell’Ottocento questo mercato subì una rapida espansione, tanto da convincere numerose navi baleniere ad intraprendere una disperata caccia contro i giganti del mare. Storie incredibili e avventure mozzafiato sono state narrate attraverso le pagine dei romanzi più famosi di sempre. Stiamo parlando di Moby Dick e delle gesta del capitano Achab a bordo della famosa Pequod.

Il racconto di Herman Melville, pubblicato nel 1851, qualche anno dopo il naufragio dell’Industry, non può che riportare alla memoria la storia di questa nave baleniera di certo meno famosa, ma altrettanto sorprendente. Si dice che l’Industry, nel corso della sua vita da baleniera, avesse compiuto 21 viaggi e, grazie alle sue imprese, aveva reso Westport uno dei porti settentrionali più importanti nel commercio delle balene.

Il naufragio dell’Industry

Nella primavera del 1836 l’Industry  affondò al largo della foce del fiume Mississippi, dopo una tempesta. Nonostante il naufragio, l’equipaggio sopravvisse grazie all’intervento di un’altra nave del Nord, il brigantino Elisabeth, che mise in salvo la ciurma e la riportò a Westport.

L’equipaggio nelle navi baleniere

Era raro vedere una nave di un porto settentrionale spingersi fino alle acque del Golfo. Le baleniere del Nord-Est infatti evitavano di fare scalo nei principali porti del Sud come New Orleans o Mobile, in Alabama, per una ragione molto semplice. Gli equipaggi delle navi baleniere includevano afroamericani e molti nativi americani che sarebbero stati incarcerati non appena avessero messo piede nel Sud.

Questo è uno dei motivi per cui la nave baleniera che salvò l’equipaggio dell’Industry, composto da 15 uomini, scelse di riportare gli uomini nel Massachusetts. Della nave baleniera ormai resta ben poco, ma queste acque conservano ancora un passato mitico fatto di storie ancora tutte da raccontare.

 

 

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