Da Palermo a Los Angeles in gommone: Daily Nautica intervista Sergio Davì

Sergio Davì il 23 maggio è approdato a Los Angeles, dopo quasi 10 mila miglia a bordo del Nuova Jolly Prince 38 CC, motorizzato con due fuoribordo Suzuki DF300B e strumentazione Simrad

14 June 2022 | di Giuseppe Orrù

Sergio Davì ce l’ha fatta: da Palermo a Los Angeles in gommone. Lo scorso 23 maggio, alle 13 ora locale (le 22 in Italia), il comandante palermitano è finalmente approdato nel porto di San Pedro a Los Angeles, dopo quasi 10 mila miglia di navigazione a bordo del Nuova Jolly Prince 38 CC, motorizzato con una coppia di fuoribordo Suzuki DF300B.

Partito lo scorso 15 dicembre dal Marina Arenella di Palermo, il comandante Sergio Davì ha impiegato 519 ore e 32 minuti di navigazione per raggiungere la West Coast statunitense e portare a termine l’Ocean to Ocean Rib Adventure.

Abbiamo incontrato e intervistato Sergio Davì ad Alicante, dove ci ha raccontato i numeri, ma soprattutto le emozioni, gli obiettivi e le difficoltà di questa missione oceanica che, ancora una volta, lo ha visto arrivare vittorioso dall’altra parte del mondo con a poppa le bandiere italiane e della sua Sicilia.

Partner di Sergio Davì anche in questa sua nuova avventura è Suzuki, fornitrice dei due fuoribordo Suzuki DF300B che hanno motorizzato il NJ Prince 38, il rib messo a disposizione da Nuova Jolly, sul quale Davì ha navigato attraverso due Oceani. Per affrontare questa impresa, l’esperto navigatore palermitano ha suddiviso la navigazione in tappe, utili per fare rifornimento, rifocillarsi, riposare ed effettuare i tagliandi ai motori.

Al termine della prima tappa, quella tra Palermo e l’isola di Maiorca, per un totale di quasi 500 miglia di navigazione, ad attendere il coraggioso capitano c’era Yann Crul, proprietario del Marina Cala d’Or.

Ma non è stata l’unica compagnia di prestigio per Sergio Davì, che ha condiviso il gommone in alcune tratte con ospiti d’onore come Massimo Nalli, presidente di Suzuki Italia, Teo e Antonio Aiello proprietari della Nuova Jolly, Stefano Germani, financial manager di I-Tronik, Ruben Rabadan Gallardo, corporate manager Outboard marine division in Suzuki Motor de Mexico e James West di Simrad, azienda che ha fornito la strumentazione elettronica.

Persone che hanno affrontato la sfida con Sergio, certi dell’affidabilità del battello, dei motori Suzuki, della strumentazione Simrad e delle capacità del comandante di affrontare tali avventure.

LE TAPPE

Sono state 21 in totale le tappe da Palermo a Los Angeles, 13 delle quali hanno previsto navigazione notturna. Dalla tappa più breve di 49,5 miglia, tra Fuerte Sherman e Panama, alla più lunga tra Mindelo e Kourou, una traversata di 1.770 miglia di navigazione ininterrotte e oltre sei giorni di oceano senza sosta.

I motori sono sempre stati accesi – ha spiegato Davì – non li ho mai spenti durante la navigazione e soprattutto durante la traversata atlantica durata sei giorni da Capo Verde alla Guyana Francese. I due fuoribordo Suzuki DF300B non hanno perso un colpo: per tenerli in forma è bastato effettuare i tagliandi necessari, cinque in totale“.

Saper gestire al meglio battello e motori in condizioni diverse, soprattutto in termini di meteo, gli ha consentito di tenere medie elevate anche quando il mare è stato sfavorevole.

Sicuramente il tratto più veloce e che mi ha anche stupito, è stato dalle Isole Canarie a Capo Verde, cioè nella tappa Gran Canaria-Mindelo – ha dichiarato Davì – quando, malgrado avessi il gommone molto carico di carburante per poter affrontare le quasi 900 miglia nautiche, sono riuscito a mantenere una buonissima media. Come tratto più lento e forse uno dei più impegnativi, invece, ricordo quello da San Carlos a Ensenada, lungo le coste della California, quando un fortissimo mare di prua mi ha accompagnato per tutta la navigazione“.

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1 commento

  1. francesco says:

    congratulazioni

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