Un parco tecnologico subacqueo nel cuore del Porto Antico di Genova: il video del progetto

Il progetto del "Parco tecnologico subacqueo Duilio Marcante" mira a trasformare uno specchio acqueo portuale inquinato in un parco marino dove svolgere attività acquatiche ludiche, competitive e di formazione

13 June 2022 | di Gaetano Tappino

Da qualche anno due architetti e un sommozzatore hanno proposto ad un nutrito gruppo di eccellenza di genovesi, appartenenti al CNR e all’università, oltre che a due ingegneri chimici e ad un’azienda specializzata in eco-dragaggio, con il supporto dei biologi dell’acquario, un progetto di riqualificazione di uno specchio acqueo del Porto Antico di Genova, ora zona turistica adiacente all’acquario: una zona sottoutilizzata dove si trovano, sul fondale, le basi del Bigo, realizzato dall’architetto Renzo Piano nel 1992.

Il gruppo, dopo aver visionato l’animazione del video del progetto e organizzato alcuni incontri, ha posto le basi per la procedura di ricerca per il finanziamento di uno studio di fattibilità ambizioso ma realizzabile da proporre al Comune, trasformando uno specchio acqueo portuale inquinato in un parco marino. Il cuore dello studio è proprio realizzare una chiusura all’estremità dei due moli della calata, ottenendo una vasca di circa 6 mila metri quadrati. Attualmente il fondale si trova ad una profondità media di 3/5 metri perché altamente inquinato da strati di sedimenti che si sono depositati nel corso dei secoli ma intervenendo con un eco-dragaggio si potrà raggiungere una profondità media di ben 8/10 metri.

La purificazione dell’acqua potrebbe essere eseguita attraverso tutta la superficie del nuovo fondale bonificato e ricostruito con vari strati di materiali naturali filtranti, dove, per differenza della marea fra il bacino chiuso e la parte esterna delle acque portuali, defluirebbe attraverso il fondo in entrata e in uscita, filtrando e rinnovando la massa d’acqua all’interno.

La bonifica dell’area consentirebbe la realizzazione di una macchia mediterranea marina simile alle nostre coste del mare aperto, con gli stessi pesci e piante, nel pieno centro turistico della città, dove sarebbe possibile immergersi in apnea o con autorespiratori e svolgere infinite attività acquatiche ludiche, competitive e di formazione. Un laboratorio a cielo aperto per i ricercatori che studiano la riproduzione della vita marina e la produzione in ambiente subacqueo aereo di piante officinali e alimentari esenti da pesticidi.

Questa opportunità riporterebbe la Liguria e la Superba a riappropriarsi della loro storicità, come dimostra la fine dell’Ottocento, quando iniziarono i primi addestramenti per palombari, proseguendo poi con la divulgazione della disciplina dell’immersione e dello studio medico dell’iperbarismo, la formazione di professionisti del lavoro subacqueo, dapprima come palombari e poi come sommozzatori, il centro sommozzatori della Marina Militare Comsubin di La Spezia, in cui sono stati realizzati esclusivi sistemi subacquei di offesa e difesa e ricordato per le eroiche imprese, riconosciute da tutto il mondo, degli uomini della X Mas, e le aziende costruttrici di attrezzature subacquee più famose al mondo.

L’opportunità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza consentirebbe al Comune di Genova la realizzazione di quest’opera, utilizzabile tutti i giorni dell’anno e a disposizione di un’interminabile utenza: una struttura d’importanza internazionale che potrebbe produrre profitto e posti di lavoro. L’avvenuta presentazione dell’idea al Comune e alla Regione e il sostegno di tantissimi cittadini, che hanno espresso la loro approvazione sui social, ci ha spinti a tentare l’impresa. Ormai è tutto pronto e resta ora solo il dilemma sulla nuova giunta comunale che si insedierà dopo le votazioni, ovvero se supporterà l’accesso ai fondi necessari per lo studio di fattibilità.

Una nuova giunta potrebbe infatti proseguire il processo evolutivo di una città che vive anche di mare e di subacquea, basti pensare alle importanti opere realizzate, come il Ponte San Giorgio, seguendo il cammino tracciato e appoggiando la realizzazione di un’opera unica nel suo genere, capace di attirare turisti e ricercatori da ogni dove, acquisendo così un know-how progettuale replicabile in altre parti del mondo e da condividere a fronte di royalties. Basta guardarsi in giro: i ricchi arabi hanno creato una fantasiosa piscina con una profondità che raggiunge i -50 mt e alberghi e ristoranti sono stati costruiti sott’acqua nei posti più belli del mondo sommerso. Con tale progetto dimostreremo che anche noi siamo in grado di realizzare quello che loro hanno creato in acque cristalline, utilizzando però uno specchio acqueo portuale inquinato.

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