Lo yacht a vela “Malizia” di Perini naufraga a Stromboli: fu la barca del principe Ranieri di Monaco

Il glorioso veliero Malizia di Perini è naufragato a Stromboli, finendo su una scogliera. Si tratterebbe di una manovra per spiaggiarlo, dopo un guasto ai comandi. Non ci sono feriti

10 August 2021 | di Giuseppe Orrù

Il glorioso veliero “Malizia” di Perini, ex barca a vela del principe Ranieri di Monaco, è naufragato a Stromboli. Questo splendido yacht a vela, lungo 25 metri, era stato noleggiato a Trapani per una crociera nelle isole Eolie. A bordo si trovavano 5 ospiti, oltre a 3 uomini dell’equipaggio.

Secondo una prima ricostruzione, mentre la barca si trovava al largo di Stromboli, si sarebbe registrata un’avaria ai comandi o comunque un guasto che avrebbe compromesso la navigazione. Il comandante avrebbe così tentato di spiaggiare il veliero, approfittando delle condizioni del mare favorevoli, per evitarne la perdita. Lo scafo è finito così contro una scogliera a sud del porticciolo di Scari.

Tutti gli occupanti fortunatamente sono rimasti illesi. L’equipaggio ha, infatti, evacuato i 5 turisti con la scialuppa di salvataggio, trasportandoli al porto di Scari, mentre a bordo sono rimasti soltanto il comandante e un marinaio. La società di charter, intanto, ha già programmato il recupero del veliero, i cui danni dovrebbero essere contenuti. Le operazioni di soccorso sono state coordinate dal Circomare della Guardia Costiera di Lipari.

Questo sail/yacht da 25 metri, costruito nel 1989 da Perini Navi, fu originariamente realizzato per il principe Ranieri III di Monaco, che lo chiamò Malizia, in omaggio alla tradizione di famiglia. La barca è stata infatti ormeggiata per molti anni a Cap d’Ail, dove veniva utilizzata come sua personale ammiraglia.

 

Video: Facebook / Riccardo Ciciriello

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3 commenti

  1. velista di tanto in tanto says:

    la barca potrebbe aver avuto problemi alla timoneria, ma non solo, vista l’immagine è più probabile una via d’acqua, difficilmente intercettabile che spinge il comandante a spiaggiare, e questo perchè:
    in condizioni di mare favorevole (come si evince dalla foto, compreso anche la carenza di vento) la barca non viene sbattuta sugli scogli quindi non si provocano squarci allo scavo (il fatto che la poppa sia semi affondata fa pensare ad un ingresso d’acqua già presente)
    se la timoneria è bloccata, si può comunque gestire in qualche modo con il bow trust e indirizzare la barca un po’ più a destra dove c’è sabbia e non scogli, ma se è allagato l’abiente dove sono le batterie, allora anche il bow trust non lavora più.
    se il problema fosse stato solo di governo allora sarebbe stato sufficiente buttare l’ancora e aspettare un rimorchio piuttosto che andare a scogli.
    L’unico motivo che spinge il comandare a cercare acque basse è per evitare l’affondamento, a questo punto mi vien da pensare che: o il giornalista non è mai andato per mare o che si sia voluto tenere nascosto la verità per qualche motivo.

  2. Liborio Ciacio says:

    Non sono molto pratico di barche a vela ma penso che senza vento le vele fanno poco o niente, giusto?

  3. Pierluigi says:

    Soluzione assurda. Gli ancoraggi in zona non mancano. Al limite anche un traino fino a Tropea o un porto siciliano sarebbe stato meno oneroso del recupero di una barca a scogli. Ma poi, perché non navigare a vela se la parte motore aveva i comandi in avaria?

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